Eolico e Mini Eolico
Grazie all'energia prodotta dal vento per il tramite degli impianti eolici e mini eolici, abitazioni, industrie ed enti pubblici possono alimentarsi azzerando i costi delle bollette. Anzi, è possibile addirittura guadagnarci, con gli incentivi statali che premiano per 15 anni i kW/h prodotti da tali impianti (vedi il nuovo conto energia 2008 e i certificati verdi).
Il settore eolico in Italia si è sviluppato a partire dagli anni '80. Le prime attività per sfruttare l'energia prodotta dal vento furono realizzate dall'ENEA, dall'ENEL e da alcuni operatori privati. Il primo generatore eolico fu installato ad Alta Nurra in Sardegna con lo scopo di sperimentare questo tipo di energia. Solamente nella seconda metà degli anni '90 si è concretizzato un forte sviluppo del settore. Oggi esistono delle centrali eoliche (WIND-FARM = "FATTORIA DEL VENTO") con più di 50 aereogeneratori di media taglia (600 kW l'uno). A inizio 2000 in Italia risultavano presenti 40 impianti eolici per un totale di 583 aereogeneratori con una potenza complessiva di 282 MW. Alcuni di questi impianti sono stati realizzati dall'ENEL a scopo dimostrativo; gran parte di essi sono di operatori privati che cedono l'energia elettrica prodotta alla rete di distribuzione.
L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha approvato un provvedimento per la promozione dell'autoproduzione di energia elettrica da piccoli impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza fino a 20 kW. Con il presente provvedimento l'Autorità conclude gli adempimenti di propria competenza previsti dal decreto legislativo n. 387/03 per la promozione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
L'Autorità, in attuazione di quanto disposto per lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia dal decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003, ha previsto la possibilità di cedere alla rete elettrica locale la produzione da fonte rinnovabile di impianti di potenza non superiore a 20 kW e di prelevare dalla stessa rete, i quantitativi di elettricità nelle ore e nei giorni in cui gli impianti rinnovabili non sono in grado di produrre; tutto ciò pagando solo la differenza, su base annua, tra i consumi totale del cliente e la produzione del suo piccolo impianto. Tale meccanismo, definito "scambio sul posto", era già in vigore fin dal 2000 per l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, e viene ora esteso alla produzione di tutte le altri fonti rinnovabili ( come l'eolico, il mino-idro, etc.. ), oltre che ai clienti del mercato libero. Il servizio di "scambio sul posto" si applica nei casi in cui i punti di immissione e di prelievo dell'energia elettrica scambiata coincidono e sia quindi possibile effettuare un saldo netto su base annuale (net metering), tra le immissioni in rete dell'energia elettrica prodotta da impianti e i prelievi di energia elettrica dalla stessa rete. Ciò permette ai clienti finali, sia del mercato vincolato, sia del mercato libero di utilizzare l'energia "autoprodotta" a copertura dei propri fabbisogni.
Con il servizio di "scambio sul posto" la remunerazione dell'investimento relativo all'impianto avviene attraverso l'acquisto "evitato" di energia elettrica, per la quota connessa alla produzione dell'impianto, nell'ambito del normale contratto di fornitura. Eventuali altri incentivi per la produzione da fonti rinnovabili non sono quindi correlati ai prezzi di ritiro dell'energia prodotta e immessa in rete, ma sono associati a specifiche misure, come eventuali contributi in conto capitale, misure specifiche alla tipologia di fonte, etc..
Il successo del mini-eolico
Il decreto sui Certificati Verdi ha fatto registrare un grosso boom di richieste in Italia anche da parte dei singoli utenti, che hanno ora la possibilità di utilizzare le fonti rinnovabili senza la mediazione di un grosso impianto. E' il piccolo miracolo nato dalla tecnologia di ultima generazione e dalla volontà di alcuni operatoridel settore che hanno deciso di investire nel mini e nel microeolico, piccoli impianti con potenze da 5 fino a 100 kW. Una strada già percorsa con successo in altri Paesi: gli studi dell'American Wind Energy Association prevedono, negli Stati Uniti, l'installazione di mini eolico per complessivi 50.000 mW nei prossimi 5 anni, con una produzione di energia elettrica pari al 3% del consumo totale degli USA. In casa nostra questi impianti stanno nascendo solo adesso, ma si può facilmente intuirne la potenzialità: occupano spazi ristretti, hanno un basso impatto sul territorio e non necessitano di apposite infrastrutture per l'installazione di torri alte 10-20 metri e di rotori da 3 a 10 metri di diametro.
Quanto costa e quanto rende?
I costi attuali del mini eolico sono all'incirca tra i 2 e i 3 mila euro per kW installato e un impianto di 20 kW con 2.000 ore di resa annua, produce 40 MWh di energia elettrica che, tra i costi evitati e certificati verdi, realizza un ricavo di circa 10.000 euro l'anno per 12 anni di validità dei certificati verdi.
Ambiti di impiego dei mini-eolico
In generale il rotore eolico si può impiegare in tutte le regioni con vento sufficiente, come sistema stand-alone per rifornire case private con corrente elettrica e calore, oppure per il funzionamento di impianti tecnici autonomi. Per massimizzare la sicurezza di rifornimento di energia, il rotore eolico può essere combinato velocemente e semplicemente con un impianto fotovoltaico o con un generatore diesel. Attraverso la combinazione di più rotori eolici con altre fonti di energia rinnovabili e con un sistema di backup si possono creare reti locali di energia per il rifornimento di piccoli insediamenti. Un impianto mini-eolico stand-alone è una soluzione tecnica ideale in zone alpine e collinari remote per alimentare baite, case isolate, impianti tecnici (ripetitori, ponti radio e sistemi di comunicazione, stazioni di rivelamento, etc.), in zone costiere, per alimentare fari, boe, per il funzionamento di piccoli impianti per la depurazione dell'acqua, pompe, etc.
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