Impianti di qualità
Progetto pilota | Microturbina ad asse verticale

Energia & Ambiente di Vincenti Luigi presenta il progetto pilota della microturbina ad asse verticale per privati, aziende ed enti locali per il conseguimento del risparmio energetico da fonti alternative. Leggi tutto »

Progetto pilota | Microturbina ad asse orizzontale

Energia & Ambiente di Vincenti Luigi lieta di presentare la turbina eolica ad asse orizzontale per la produzione di energia elettrica Leggi tutto »

Il piccolo eolico pensa in grande

Impianti eoliciLa tariffa fissa incentivante per la produzione da piccolo eolico definita nella Finanziaria 2008 e i decreti attuativi del 2 gennaio 2009 hanno sbloccato in Italia un mercato che è visto con interesse da operatori e potenziali utenti. Cerchiamo di capire qual è il nuovo quadro normativo, tecnologico e di mercato di un settore tutto da sviluppare.

Come possiamo inquadrare concettualmente il minieolico?

Quando parliamo di taglie fino a 5 Kw siamo nel microeolico, per minieolico intediamo invece quello con macchine tra i 20 e 60kW e per medio-eolico da 60 a 200kW. Dietro questa divisione cè una logica normativa. Infatti, va ricordato che fino a 20kW di potenza oggi non è necessario avere una registrazione di officina elettrica(UTF)e per macchine fino a 60kW l'impianto è soggetto solo a dichiarazione di inizio attività (DIA). Infine, i 200kW sono il limite superiore per accedere alla tariffa omnicomprensiva definita dalla Finanziaria 2008.

Con questa tariffa e i recenti decreti attuativi del 2/1/2009 finalmente qualcosa si è sbloccato?

Questi provvedimenti hanno definito due aspetti importanti. Il primo è che gli impianti eolici fino a 60kW possono essere autorizzati con la DIA, in deroga all'articolo 12 del Dlgs 387 che richiede l'autorizzazione unica. L'altro aspetto chiave è che gli impianti eolici compresi tra 1 e 200kW possono in maniera opzionale rispetto ai CV avere diritto a una tariffa omnicomprensiva per 15 anni di 300 euro per MWh.

Le procedure autorizzative sono chiare ovunque in Italia?

Il fatto che le turbine eoliche fino a 60kW debbano essere autorizzate solo con la DIA deve essere recepito dalle Regioni, ma finora queste hanno emesso normative diversificate che non tengono conto della realtà tecnologica e normativa nazionale. Per esempio, la Regione Siciliana richiede che la torre non superi l'altezza di 15m, questa soluzione va però a inficiare l'istallazione di macchine da 20 kW che hanno rotori con una circonferenza media di 10m e che necessario di torri di almeno 18-24m. Un po' per ignoranza e un po' per intenzione, la normativa regionale non va a semplificare la realizzazione di questi impianti. In alcune Regioni poi si stanno adottando semplificazioni per impianti al di sotto del megawatt, ma la taglia di 200kW non è contemplata dalle normative regionali. In genere sopra i 60kW si va in autorizzazione unica.

Per quanto riguarda l'allaccio alla rete?

La normativa prevede che fino a 100kW il collegamento debba essere in bassa tensione(BT); a volte anche per potenze superiori, ma solo se la rete lo permette. Di norma tutte le macchine fino a 6okW sono collegate in BT, mentre quelle da 200 vanno collegate in media tensione, per garantire la stabilità della rete. Per l'allacciamento alla rete, quindi, tutto il minieolico fa riferimento alla società di distribuzione locale e non a Terna. Per quanto riguarda ENEL distribuzione, che come sappiamo sul territorio nazionale è un universo composito, non c'è uniformità di comportamento. A volte vengono applicate procedure improprie e rivolte all'utente richieste non sempre pertinenti, contrarie allo spirito della norma che dovrebbe rendere l'applicazione un "servizio a sportello".

Parliamo di convenienza economica degli impianti

Prima di tutto va detto che l'energia si produce solo dove c'e un vento medio di 5 m/s e dove una macchina può lavorare per oltre 1500 ore all'anno. Ed è qui che va installato il piccolo eolico. Va chiarito un concetto importante: per il minieolico fino a 20kW le ragioni della sua installazione sono altre rispetto a una mera redditività dell'investimento. Questi impianti nascono per l'autoproduzione ed è più logico valutare i tempi di ritorno dell'investimento, piuttosto che i tassi interni di rendimento. Con un costo di 2. 000euro perkW e un incentivo di 0, 30euro/kWh per 15 anni il pay back time di una macchina da 20kW sarà intorno ai 5 anni con un vento di 5m/s e scenderà fino a 3 con un regime di venti superiore. Il discorso cambia per le taglie superiori: con un impianto da 200kW, che ha un costo installato di 400-500mila euro, si possono avere tassi interni di redditività anche superiori al 20-25%. Oggi la spinta a realizzare impianti di piccolissima taglia(1-5kW)è all'80% di carattere ambientale e solo per il 20% economico, per la taglia intermedia (20-60kW)la motivazione economica è importante, soprattutto per l'opportunità di svincolarsi dalla volatilità del costo dell'elettricità dei prossimi anni. Al di sopra di questa soglia entriamo nella logica di un vero e proprio piccolo investimento.

Quali sono le prospettive di mercato in italia?

Una recente ricerca ha valutato che il mercato dell'eolico fino a 200kW possa valere nel prossimo futuro un giro d'affari di 40-60milioni di euro l'anno, di cui una decina di milioni di euro attribuibili alla piccolissima taglia (1-5kW), circa 30 milioni alla taglia 20-60kW e 15 milioni a quella da 60 a 200Kw. Questo studio prevede una crescita sostenuta nel 2009 e 2010, rispetto a un punto di partenza che è molto basso. Una crescita notevole è probabile nel periodo 2010, 2013, per poi arrivare a una fisiologica saturazione di mercato che condurrà a una crescita annuale del 5% dal 2015 in poi.

Quali sono le aree nazionali con maggiore richiesta?

Dove si è già sviluppato il grande eolico. Quindi nel meridione, in puglia, calabria, basilicata, sicilia. Anche in sardegna, dove però tutto è bloccato. In campania, stranamente, non sembra invece esserci ancora grande interesse. Sta cominciando a emergere un mercato minieolico in aree non tipicamente ventose come sull'appennino in emilia romagna, ma anche sulle alpi, in val d'aosta e trentino, dove il vento è localizzato in alcune specifiche aree e dove una macchina da 200kw può trovare la sua giusta collocazione. Anche per le Isole minori possono esserci buone opportunità, ma bisogna analizzare gli aspetti paesaggistici e altri vincoli.

Quanto pesa la manutenzione nel minieolico?

Dipende dal concetto della macchina e dalla taglia. Tanto più la macchina è semplice, tanto meno manutenzione è necessaria. Una macchina a controllo passivo (imbardata passiva, con timone), senza elettronica a bordo, è più difficile da progettare e costruire,è quasi un bilancino da farmacista, ma una volta messa a punto dà pochi problemi di riparazione. Invece, superata la scala della piccola taglia, più c'è elettronica, e quindi meno meccanica complicata, minori sono i problemi di manutenzione.La logica è che l'elettronica costa meno della meccanica, visto che basta sostituire una scheda per risolvere tanti problemi, bisogna evitare di fare manutenzione in aria:è più economico operare in un armadio a terra. Fino a 60kw stiamo cercando tutti di utilizzare macchine con generatori sincroni a magneti permanenti, senza moltiplicatori di giri, evitando sia la complessità tecnica di un moltiplicatore, sia la sua rumorosità.

Volete saperne di più e conoscere le concrete opportunità di risparmio dell'eolico e del mini eolico? Rivolgetevi con fiducia a V.L. Elettronica: potrete contare su un referente sempre informato sulle novità e sulle opportunità del settore eolico e mini eolico.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI O PER UN PREVENTIVO
CLICCA QUI PER CONTATTARE V.L. ELETTRONICA

Il mio stato